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Mille Miglia 1957 - Ultimo atto

La parabola della 300SL inizia il suo naturale declino.

E anche per la corsa bresciana sopraggiunge un tragico epilogo.

Se Brescia è la mente della Mille Miglia, Modena ne rappresenta il cuore. Particolarmente ai primi di maggio del 1957, quando échiaro che la sfida per la vittoria nella categoria più importante, la sport oltre 2000 cc, sarà circoscritta soprattutto alla due Case automobilistiche della città della Ghirlandina: Ferrari e Maserati. Jaguar, con la tipo D iscritta dall'E curie Ecosse ed affidata a Ron Flockart, non rappresenta una realistica minaccia. Tanto meno 'Iron Borse' di Akton Miller, un appassionato americano che ha montato un motore Chrysler da 6,5 litri di cilindrata su un telaio Kurtis. La lotta tra le fabbriche modenesi è ancora più aspra in una delle categorie inferiori, la sport da oltre 1.500 cc a 2.000 cc essendo numerosi i piloti di valore al volante di auto competitive. Nelle rimanenti classi, Abarth, Alfa Romeo, Mercedes, OSCA, Porsche sono le avversarie più temibili per Ferrari e Maserati. In quei giorni, l'Albergo Reale di Modena è il centro della pas sione automobilistica, il punto di incontro di coloro che sono coinvolti nella grande corsa. Nelle sale, piloti, tecnici, co-p,iloti meccanici, giornalisti indulgono in pronostici circa la XXIV edizione della Mille Miglia, che si correrà l' 11 ed il 12 maggio, sullo stesso percorso dei due anni precedenti. Secondo confortanti previsioni meteorologiche, il tempo, già piovoso, dovrebbe mutare, offrendo un fine settimana sereno. Chi lotta per la vittoria, ambisce a battere il record di Moss del 1955. Moss stesso si sta allenando meticolosamente. Al volante della Maserati 450 S, 8 cilindri a V di oltre 400 cavalli, partirà per ultimo, alle 5 e 37 minuti di domenica 12 maggio, avendo la possibilità di cono scere i tempi dei suoi avversari e di poter regolare di conseguenza la propria andatura. Per le prove abbandona la berlinetta 2 litri Maserati - nella quale, sotto la pioggia di quei giorni, l'acqua entra copiosa - a favore della più confortevole Mercedes 190 SL con cui é giunto a Modena. Jean Behra, iscritto con un'altra Maserati 450 S, alterna gli allenamenti con la Maserati 2 litri berlinetta Zagato a quelli con la vettura da gara. Purtroppo la distruggerà il pomeriggio prima della partenza, nell'urto contro un camion. Ospedale. Ferite non gravi. Trips, passato alla Ferrari, prova con determinazione, incurante del maltempo, la 315 S monoalbero da 380 cavalli della Casa di Maranello. I compagni di squadra del pilota tedesco, Collins, De Portago e Taruffi, guideranno il modello 290 MM, sul quale è stato montato un motore 12 cilindri estremamente potente, a doppio albero a camme in testa. Si parla di circa 4000 cc ed oltre 400 cavalli di potenza. Anche se, in base alla testimonianza di Louis Klemantaski, celebre fotografo e navigatore di Peter Collins, "... non seppi mai esattamente cosa era... ci accorgemmo che qualcosa era stato modificato radicalmente in quanto dovemmo cambiare le 'note', perché coprivamo la distanza tra due curve molto più velocemente dell'anno prima...". Gendebien piloterà la Ferrari 250 GT n. 417 nella categoria GT oltre 2000 cc. Citando Luigi Orsini, eccellente storico di automobilismo sportivo: "con questa auto il concetto di vettura gran turismo trova sublimazione... spazzando via ogni sorta di concorrenza". È la berlinetta carrozzata da Scaglietti, telaio numero 0677, con un motore 12 cilindri a V di 2.993 cc, potenza stimata tra i 260 ed i 280 cv. Probabilmente un propulsore prototipo di quello che verrà installato sulla Ferrari Sport 250 TR, destinata ai clienti sportivi per la stagione di gare 1958. Sotto il profilo telaistico, le Ferrari 250 G:. nelle varie versioni, non sono sofisticate come la 300 SL. Le sospensioni sono di concezione piuttosto antiquata per entrambe le contendenti. Le vetture tedesche hanno un peso superiore rispetto alle italiane che, nelle versioni più competitive, sono d: poco oltre i 1000 chilogrammi. I motori delle auto modenesi non posso ne contare sul sistema di iniezione diretta Bosch. Non hanno forse l'affidabilità dei motori germanici, sono tuttavia più potenti. Inoltre, l'eccellente prestazione di Gendebien alla Mille Miglia 1956 con la Ferrari GT 250 telaio n. 0503 ha raggiunto in pieno il traguardo che il costruttore modenese si era prefissato: molti clienti hanno bussato alle porte di Maranello desiderosi di acquistare l'auto da competizione gran turismo dimostratasi così brillante. In realtà, le berlinette Ferrari non sono tutte al livelle di quella di Gendebien. La vettura del conduttore belga può contare su un motore di potenza al di sopra della media e su una messa a punto di telaio e freni curata con particolare impegno dal Cavalier Bazzi e dall’ingegner Giotto Bizzarrini. Tuttavia alcuni piloti privati hanno colpito favorevolmente Ferrari con le loro prestazioni agonistiche e godono di partico lari attenzioni. Come si può capire sono tutti potenziali piloti della 300 SL che vengono a mancare. Nove gli esemplari della vettura tedesca previsti partire alla Mille Miglia 1957. Non possono contare sull'assistenza della Casa Madre e sull'organizzazione tecnica e logistica di Alfred Neubauer. Gli interessi commerciali della Daimler-Benz AG soprattutto negli U.S.A., si stanno concentrando sulla 300 SL Roadster. che presto sarà in vendita. Le berlinette tedesche che prendono ]a partenza alla Mille Miglia 1957 hanno percorso da 30.000 a 56.000 chilometri, a seconda dell'esemplare preso in considerazione. Nessuna ha subito una revisione ed una messa a punto specifica per la gara bresciana. La vittoria della classe GT oltre 2000 cc è l'unico traguardo realisticamente proponibile per le 300 SL. Sarà arduo da raggiungere, specialmente se la gara, come pare probabile, si svolgerà con  i1 bel tempo, ad una media elevata sin dall'inizio, favorendo quindi le Ferrari, Una notte ed un'alba serena salutano le partenze. Alle 4 e 17', Gendebien è il primo conduttore della Ferrari a lasciare Brescia. Parte davanti ai suoi avversari diretti, non ne conoscerà i tempi, Sceglie una condotta di attacco. Alle 4 e 19', ecco la prima 'Ali di Gabbiano', quella di Lanz e Sagesser, seguita due minuti più tardi dai francesi Cotton ed Alain. Cotton, con la stessa auto, ha vinto l'anno precedente la corsa in salita del Mont Ventoux. Solitario, alle 4 e 23', parte Bill Graham. Non so dirvi se indossi il tradizionale kilt scozzese, come in occasione della Trento Bondone del 1956, in cui si classificò quarto assoluto, precedendo le 300 SL di Buticchi e Sartori. Con il numero 425, Guido Cestelli Guidi, veterano di Mille Miglia e 300 SL Tre minuti dopo, Martenson - già vincitore del Gran Premio di Svezia 1956 per vetture sport e GT - con Einsiedel, sulla 300 SL con cui quest'ultimo corre neile gare gran turismo. Subito dopo, seguono Bongiasca-Bongiasca. Vorrebbero migliorare il 162 posto dell'anno precedente, ottenuto alla loro prima Milie Miglia con la 300 SL Sulla vettura compare una prima timida sponsorizzazione. È opera della 'Idriz', composti per rendere frizzante l'acqua da bere. Cacciari, in coppia con Bauer, prende il via alle 4 e 32. Spera di evitare il ritiro subito con Bordoni oel1956. Con il numero di gara 437, la 300 SL di Scotti-Parenti precede l'ultima gemella al via. quella di Siedel e Gloeckler, che scende ia rampa di viale Rebuffone alle 4 e 39. Occorre ammettere che, tranne forse Seidel - la cui vettura viene riportata come particolarmente competitiva - nessuno dei piloti 300 SL è in grado di avvicinarsi a1Ja classe di Olivier Gendebien. Il tempo è perfetto, TaJe dovrebbe rimanere almeno sino a Pescara: percorso asciutto e nubi leggere a coprire il sole, scongiurando temperature troppo elevate. Presso Lonato, dopo soli 12 chilometri dal via, Maserati perde Moss. Si ritira per una beffarda, inesorabile rottura del pedale del freno. La corsa per la vittoria assoluta diventa una sfida tra gli alfieri della Ferrari. A Ravenna è primo Trips, in l h 37' 21", Collins lo segue a poco più di trenta secondi. Gendebien ègià quinto assoluto, primo delle GT, e precede Luglio, nono e secondo delle GI. Sin dall'inizio, le Mercedes sÒno poco competitive. Non entrano ffilli nelle prime dieci posizioni assolute, Sono emersi particolari interessanti circa la deludente prestazione delle 300 SL a questa Mille Miglia. Prima di Vicenza si ritirano, quasi nello stesso momento, lo svedese Martensan e l'italiano Cacciari. Motivo: distacco del battistrada degli pneumatici. D'accordo. Però Karl Kling - responsabile del servizio clienti sportivi Mercedes - nel suo rapporto ai vertici della Casa Madre, datato 21 Maggio 1957, sottolinea come entrambe i concorrenti avessero ben due pneumatici di scorta. Avrebbero potuto pertanto proseguire, effettuate le necessarie sostituzioni. Poco dopo è la volta di Siedel: eccessiva temperatura dell'acqua di raffreddamento. Altro punto interrogativo. Sulla base del rapporto di Kling, il ritiro di Siedel parrebbe inspiegabile. A gara conclusa, la sua 300 SL viene trasferita ad Unterrurkheim per indagini più approfondite. Si smonta la testa cilindri e la guarnizione viene riscontrata In perfette condizioni. La vettura viene quindi inviata al reparto prove, ulteriormente esaminata. Nessuna anomalia. A 250 km dalla partenza, si arrendono Cotton e Bongiasca, con la guarnizione della testa cilindri bruciata. Ravenna segna la fine del sognI di gloria di Cestelli Cuidi, che era riuscito a salire al secondo posto della classe GT oltre 2000 cc. Analoga sorte per L3Jlz. Entrambe per problemi ai loro motori, sollecitati oltre misura. Il primo, a causa di un fuori giri la cui conseguenza è la rottura del bilanciere di una valvola. Il secondo per aver fuso i pIstoni numero 4 e 5. A Pescara. Collins é al comando della corsa e manterrà la prima posizione sino a poco dopo Bologna, quando patisce un amaro ritiro per il cedimento della trasmissione, così poco rispettata dagli incrementi di potenza dei motoristi Ferrari. Nei dintorni del capoluogo abruzzese, Bill Graham commette un errore dì percorso. Temendo la squalifica, rinuncia a proseguire. Nessuna 300 SL compare nella classifica generale al controllo di Roma. Scotti-Parenti raggiungono la capitale, ma si ritirano causa la bruciatura della guarnizione della testata cilindri. Il successo arride a Piero Taruffi, seguito da Trips e Gendebien. L'anziano pilota romano ha tenacemente inseguito per anni questa vittoria. Ha patito delusioni crudeli. Stramerita il successo. Trips l'ha propiziato, evitando un attacco nelle ultime fasi di gara. Il terzo posto assoluto dell'asso belga, con la Ferrari 250 GT, diventerà leggendario. È reso ancora più significativo dal distacco di 50 minuti su Luglio - secondo classificato nella GT oltre 2000 cc - e dalla incredibile vittoria nel Gran Premio Nuvolari, sul tratto Mantova Brescia, coperto in 39' e 43" alla media di 199,412 km/h, tempo che abbassa di alcuni decimi di secondo il record stabilito da Moss, sullo stesso tratto, nel 1955! Il record di Moss sulla distanza dell'intera gara non viene battuto, sia per la pioggia che a tratti angustia i concorrenti dopo Firenze, sia per il rallentamento che le Ferrari di testa si sono dovute imporre per scongiurare incombenti problemi meccanici. La classe Gran Turismo avrebbe dovuto vedere la battaglia tra le Ferrari e le Mercedes, che in realtà non si è mai concretata. L'eventuale secondo posto di una 300 Si avrebbe potuto essere un traguardo raggiungibile, un tenue raggio di sole nella buia giornata delle vetture tedesche, ma questa consolazione è negata alla W 198. Lo sarà per sempre, poiché quella appena conclusa è l'ultima Mille Miglia. La tragedia di Cascina Colomba, frazione di Guidizzolo, con i suoi morti, ha accelerato una decisione durissima per gli sportivi, ma inevitabi1e: spendere la favolosa gara su strada. Sospendere?In realtà non se ne parlerà mai più. Mi piace fantasticare a quali Mille Miglia avrebbero potuto assistere gli appassionati se il destino fosse stato meno cruento; se Daimler-Benz avesse continuato ad essere presente nelle corse, continuando lo sviluppo tecnico della 300 SL; se fosse iniziata - come si sussurrò una produzione in piccola serie, con omologazione nella categoria CT, della 300 SLR Coupè che, già nel 1955, vantava una potenza vicina ai 300 hp. Solamente sogni. Nella realtà, la stella della 300 SL (W 198) inizia a tramontare e lascia le pagine della cronaca .sportiva per riaccendersi, più sfolgorante che mai, negli annali della storia del motorismo.