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Mille Miglia 1955 - Vittoriosa debuttante

La presenza delle Mercedes Benz 300 SL alla Mille Miglia storica esercita sugli appassionati, ed anche sui semplici curiosi, un fascino che si rinnova, anno dopo anno, con immutata intensità. L'apparire delle vetture ad "Ali di Gabbiano" è fonte di ammirazione, stupore, incanto. Ho tuttavia il dubbio che ormai pochi rammentino che cosa è stata realmente la presenza sportiva della W198 alla vera Mille Miglia. Il debutto della 300 SL avviene alla 22/a edizione della gara bresciana. Si corre tra il 30 aprile ed il 1 maggio 1955, 648 iscritti, 521 partenti, suddivisi in 27 classi. Daimler Benz AG ed i concorrenti privati, a cui la Casa Madre fornisce supporto tecnico e logistico, inseriscono le "Ali di Gabbiano" nella categoria Gran Turismo oltre 1.300 cc. Il percorso Brescia-Roma-Brescia, misura 1.597 km. Non una pista. Un tracciato vario, rischioso, imprevedibile. Dai veloci rettilinei della Pianura Padana, ai valichi appenninici; dalle costiere dell'Adriatico, ai budelli rocciosi del Passo del Furlo; dal livello del mare, ai 1.000 metri della Sella di Corno. Ufficialmente, il percorso rimane aperto alla circolazione. Sconsigliata, ridotta al minimo, ben sorvegliata, tuttavia presente. Poi, il pubblico: folto, caldo, passionale. Si accalca lungo i bordi della strada in maniera indisciplinata, converge verso il centro del tracciato per assistere all'arrivo dei propri beniamini, si ritrae solo all'ultimo istante. Si tratta di una corsa di velocità pura. Non vi sono altre soste che quelle per i rifornimenti. I concorrenti partono uno alla volta. In un primo gruppo sono separati da trenta se condi, poi da un minuto. Vince chi impiega il tempo minore a completare il percorso di gara. Per riuscirci, occorre tutto. Terminare la gara, essere veloci, ma senza le esagerazioni che conducono agli errori irrimediabili. Sensibilità di pilotaggio ed esperienza, unite a capacità di improvvisazione, sono determinanti, poiché è illusorio pensare di memorizzare con efficacia l'intero percorso. In questo scenario, la nostra giovane 300 SL si accinge all'esordio sportivo. Entrata in produzione nella seconda metà del 1954, ha già entusiasmato tutto il mondo motoristico. La meticolosa preparazione di Daimler-Benz AG per raggiungere la vittoria assoluta con la 300 SLR (W196S) è stata possibile anche grazie alla 300 SL impiegata, con eccellenti prestazioni e nessun risparmio, durante prove e ricognizioni, non prive di incidenti. La Mille Miglia costituisce l'occasione ideale per promuovere un modello da gran turismo destinato sia agli sportivi "duri e puri", sia ai clienti che ne preferiscono il più rilassante fascino di elegante oggetto alla moda. Alfred Neubauer, direttore sportivo della Mercedes, è consapevole che una ipotetica vittoria della 300 SL, almeno nella classe "Gran Turismo oltre 1.300 cc", potrebbe mitigare le conseguenze di una improbabile, ma pur sempre possibile, sconfitta delle SLR nella categoria regina, la "Sport oltre 2.000 cc". Neppure Neubauer saprebbe indicare con precisione se tale traguardo è un'ambizione realistica. Dubita che una GT possa terminare nelle prime dieci posizioni. La prima 300 SL al via, alle quattro e diciassette del mattino di domenica 1 maggio, é pilotata da un americano di 37 anni, John C. Fitch, campione U.SA 1951 della categoria "corse su strada" e vincitore della 12 Ore di Sebring 1953. Fitch pilota la grigia 300 SL targata W21-6628. Esemplare di serie, anche se equipaggiato con gli accessori destinati ai clienti sportivi: albero a cammes di profilo modificato, ammortizzatori e molle più rigidi, mozzi Rudge alle ruote, paraurti anteriore rimosso allo scopo di conseguire un modesto, ma sempre gradito, alleggerimento; difesa in perspex, fissata trasversalmente sul cofano anteriore, per ridurre l'accumulo di sporcizia sopra il parabrezza. Carrozzeria in acciaio. Cofano del vano motore, sportelli laterali, copertura posteriore del "baule" in allumino, come su tutte le 300 SL non di "esecuzione speciale". Pneumatici Continental 6.50x15 a tele incrociate, mescola e disegno "ognitempo", uguali a quelli impiegati sulle 300 SLR, salvo, naturalmente, le dimensioni. Accanto a Fitch, si trova Kurt Gesell, giovane giornalista tedesco. Lavora per la pubblicazione "Sentendo e Vedendo", specializzata nel fornire ai propri lettori racconti "dal vivo" su vi cende di particolare attrattiva. Nessuna esperienza di gare automobilistiche, modesta capacità di esprimersi in inglese, Gesell sentirà e vedrà molto più di quanto si aspetti... Undici minuti dopo Fitch, alle quattro e ventotto, parte la seconda 300 SL. È nera, del tutto analoga a quella dell'americano. Unica differenza di rilievo: non è equipaggiata con mozzi Rudge che, se consentono risparmio di tempo nella sostituzione delle gomme, sono penalizzanti per via del maggior peso. È nelle mani del barone belga Olivier Gendebien che, con il numero di gara 428, prenderà parte alla gara assistito dal cugino Jacques Washer nel ruolo di navigatore. Alle cinque meno un quarto, solitario sulla sua elegante "Ali di Gabbiano" blu chiaro metallizzato ed interni in pelle rossa, parte Salvatore Casella, campione italiano delle Sport 750 cc. Corre per la Scuderia Campidoglio di Roma con il numero di gara 445. La sua vettura è identica a quella di Fitch. Il buio dell'alba inghiotte le 300 SL e subentra alla luce scintillante della rampa di partenza. Le tre W 198 filano a meraviglia. A Verona, Fitch è in testa alla classe GT oltre 1.300 cc, ad  una media superiore a 167 km/h, con due minuti di vantaggio su Casella, seguito da Gendebien e Da Silva Ramos (Aston Martin DB24). Su nessuna 300 SL si é ritenuto prudente smontare i vetri laterali delle portiere, ed il piccolo finestrino triangolare mobile si chiude troppo presto, per effetto dell'alta velocità. Tra Ravenna e Rimini, Fitch cerca di placare i morsi della sete. Con frustrante delusione, si accorge che la cannula di gomma collegata al contenitore dell'acqua minerale non gli arreca alcun liquido sollievo. L'effetto sifone ha svuotato completamente la bottiglia, inzuppando il sedile di Gesell, senza che questi neppure se ne accorgesse, tale era la concentrazione (la paura?) circa lo svolgimento della gara. Da ora in avanti, la sete non sarà l'unico problema di Fitch e del suo amico giornalista. Poco dopo Rimini, il motore della 300 SL n. 417 inizia a mancare i regimi massimi. Si scoprirà solo a gara terminata che la causa è una valvola di regolazione della benzina la quale, ad alti giri e ad alta temperatura, ha un funzionamento irregolare. Gendebien e Casella inseguono minacciosi. I loro propulsori erogano piena potenza sui rettilinei adriatici verso Pescara. Fitch fronteggia l'emergenza, amministra il vantaggio acquisito e raggiunge Pescara senza perdere il comando della categoria GT. Transita al controllo della città abruzzese ad oltre 163 km/h di media, e precede di 18 secondi Gendebien e Casella. Più di 640 km sono stati percorsi in poco meno di quattro ore. Sarebbe un bel ritmo anche alla guida di una confortevole auto moderna su un'ampia autostrada tedesca! Tra Pescara e L'Aquila il percorso si fa più tormentato. Superata Popoli, si inerpica in difficili tornanti, quindi scende verso Antrodoco in una sequenza di curve senza fine. Ciò potrebbe essere un aiuto, per Fitch. La coppia generosa del sei cilindri consente di evitare quei regimi che il suo motore non può più raggiungere. Verso Rieti, Fitch si domanda se valga la pena tentare una riparazione a Roma, presso il posto di assistenza Mercedes. È consapevole che qualsiasi sosta che si protragga oltre dieci minuti andrebbe a vantaggio di Gendebien. No dunque, al pilota belga non è il caso di fare regali. Gli ultimi chilometri prima del controllo nella "Città Eterna" sono un incubo per la presenza di un pubblico straripante, che sembra aver smarrito ogni senso del pericolo e si accalca sulla sede stradale restringendo la pericolosamente. Gendebien, senza alcuna problema tecnico, pilotando superbamente ed assistito con efficacia da Jacques Washer, ha agguantato il comando della classe GT: è primo a Roma dopo 5 ore 49 minuti e 50 secondi di gara, a quasi 150 km/h di media, con un vantaggio di 44 secondi su Fitch, secondo, che precede Casella, in terza posizione davanti a Toselli (Fiat V8 berlinetta Vignale) e Da Silva Ramos (Aston Martin DB2-4). Le 300 SL sono in testa alla classe GT oltre 1300 cc., nonostante pericolosi avversari italiani, alla guida di vetture agili, veloci, collaudate. Sino ad ora, la previsione di Neubauer si rivela corretta: nessuna GT compare tra i primi dieci della classifica generale. Ciò nonostante, la W198 stupisce e si dimostra auto di serie in grado di competere anche contro vetture di categoria superiore, specificamente da corsa, come le bellissime Maserati A6GCS, regine della classe Sport 2.000 cc.. Superato il rifornimento di Roma, la corsa prosegue. Dopo Viterbo, il passo di Radicofani. Il motore della 300 SL di Fitch peggiora. Non riesce a superare i 5.000 giri. La velocità massima cala di conseguenza. John cerca di risolvere i problemi frenando in ritardo, nel tentativo di guadagnare in curva ciò che perde in rettilineo. Gesell ha perso l'innocenza del neofita. La paura è vinta dall'ammirazione per il suo pilota. Sulle colline tra Siena e Firenze, la fatica si acuisce. Le ore di gara sono tante, il caldo è opprimente. Uno dei settori più impegnativi della Mille Miglia attende i conduttori. Transitata Firenze, infatti, ecco i passi appenninici della Futa e della Raticosa. È il tratto in cui di solito si decide la gara. Con il passare delle ore, cresce nel cuore di ciascuno dei piloti della berlinetta tedesca l'ammirazione più fervida per il loro splendido mezzo meccanico. Fitch, il cui motore manca sempre di più, si sta battendo come un leone e si riprende la testa della categoria GT. Prima di Firenze, qualche fonte lo segnala nuovamente in prima posizione, con più di un minuto di vantaggio su Gendebien: Certo è che a Bologna, nonostante i suoi problemi, l'americano transita primo delle Gran Turismo davanti a Gendebien e Casella. Dopo Bologna, il percorso è per lo più rettilineo, pianeggiante, "facile", se paragonato ai settori precedenti. Sono le condizioni peggiori per il motore della 300 SL di Fitch, il cui regime di rotazione massimo è sempre più ridotto, pur continuando a spingere testardamente. Se all'alba.si era dimostrato accorto amministratore delle proprie forze, adesso rischia senza sosta, rinunciando a rallentare in tutti quei casi,in cui anche la saggezza approssimativa di una gara esasperata imporrebbe di farlo. È l'unico modo per arginare la rimonta di un determinato Gendebien. Qualcosa, tuttavia, accade al conduttore belga. Foto scattate probabilmente tra Bologna e Brescia mostrano una vistosa ammaccatura della parte anteriore sinistra della sua 300 SL. Il faro sembra non essere più al proprio posto e l'elegante linea del parafango è alterata da una lunga strisciata. Un passaggio a livello? Un concorrente più lento? Una curva sbagliata? La foratura di un pneumatico posteriore sembra essere l'unico dato certo. Nelle sue memorie di corsa, Gendebien, con l'orgoglio del fuoriclasse, non fa menzione di alcun suo errore di guida, né di cosa può aver provocato le ferite che sfregiano la sua vettura. Egli ricorda una Mille Miglia 1955 dallo svolgimento regolare, senza peripezie. Salvo la foratura di un pneumatico posteriore poco lontano da Brescia. La sostituzione assume fasi concitate quando, sfilata la gomma fuori uso, la Mercedes scivola dal martinetto, appoggiandosi sul grosso freno a tamburo. Gendebien si sta domandando come uscire da una situazione tanto spinosa, quando un gruppo di appassionati spettatori italiani si materializza, come per incanto, ai lati della vettura. Essi sollevano a braccia la sua 300 SL, consentono il montaggio della ruota di scorta e la partenza della vettura verso il traguardo, salvando così la Mille Miglia del corridore belga, ma non la sua vittoria. È infatti John Cooper Fitch, che taglia il traguardo di Brescia dopo 11 ore 29 minuti e 21 secondi alla media di 138,6 kmh, vince la classe GT oltre 1300 cc, ed occupa il quinto posto assoluto! Olivier Gendebien è settimo assoluto e secondo delle GT in Il ore e 36 minuti netti. Salvatore Casella chiude in decima posizione, e terzo delle GT, in 12 ore 11 minuti e 15 secondi. In classifica generale, dopo 1.597 km di una gara spasmodica, davanti alla 300 SL meglio piazzata troviamo solo le due 300 SLR, derivate dalla Mercedes di formula 1, pilotate da Moss e Fangio, quindi Umberto Maglioli con la Ferrari 118 sei cilindri, un bolide da 3.760 cc e 270 cavalli e la Maserati A6GCS 2000 cc di Francesco Giardini. La previsione di Neubauer è smentita: tre GT nelle prime dieci posizioni assolute. Sono tutte 300 SL. Tre sono partite e tre sono al traguardo. Potenti, robuste, affidabili, anche quando - come nel caso di Fitch non più perfettamente a punto, e valorizzate dalla magistrale, tenace, grintosa guida dei suoi piloti.