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I Vecchi Raduni

Monaco 2010

Percorrendo la haute cornice da Roquebrune verso Monaco, proprio dietro quella curva a destra che si trova sopra il Montecarlo Beach, guardando per un istante verso il mare, vedo volare un gabbiano.

Le sue ali sono di un colore inconsueto. Sembrano d'argento.

Penso possa essere un capriccio della natura, oppure un effetto ottico generato da quella luce cosi’ intensa.

Poi, guardando con piu' attenzione, scopro che quello non è affatto un gabbiano. Ma sono le portiere aperte, rivolte verso il cielo, di una 300 SL. Seminascosta da un cespuglio di agavi, parcheggiata in una piccola area di sosta che si affaccia sul mare.

E li di fianco a lei,un signore con i pantaloni rossi e un giubbotto blu.Che per pochi istanti ha smesso di ammirare, dal posto di guida, le due nervature del cofano della sua Gulllwing, e si è fermato, a guardare un altra meraviglia: il mare di fronte al Principato,increspato dal vento.

Un quarto d'ora piu’ tardi, nel pomeriggio di quel giovedi' d'aprile, arrivo al parcheggio del Beach. E li, come uno stormo appena arrivato a terra dal mare, ci sono ventisette 300 SL.  

Tracoupè e roadster, una a fianco all'altra, si riposano dopo un lungo volo. Qualcuna dal Belgio, altre dalla Danimarca, dal Lichstenstein, o dalla Germania. E si sono ritrovate qui, sulle rive del Principato, per partecipare all’esclusivo  raduno di Montecarlo.Il Primo.

Vicino ad una di quelle ventisette SL, c’e’ un uomo. Con un giubbotto blu. E’ il signore che avevo incontrato sulla haute cornice. Ma questa volta, invece di ammirare il mare, accarezza con gli occhi, e guarda con le mani, le linee sinuose della sua gullwing argentata. La sua meraviglia.

L'organizzazione del raduno è impeccabile. E all'altezza, di certo, della situazione.

Del resto i possessori di auto come queste, che le curano in modo maniacale per anni, non possono che essere molto esigenti.

Il Montecarlo Beach Hotel, scelto dagli organizzatori e riservato in esclusiva per i soli partecipanti al raduno, è la location ideale.

La sua posizione, infatti, permette di custodire le vetture,vere protagoniste di questo week-end, in totale sicurezza.Lontane da occhi, e da mani, indiscreti. E di accogliere i loro proprietari con il confort esclusivo e l'aqueil tipico delle strutture francesi di gran lusso.

La mattina successiva, dopo una notte trascorsa cullati dal rumore delle onde del mare, e del vento, ci si ritrova nel parcheggio, pronti a partire per questa nuova avventura.

La destinazione e’ La Rocca di Montecarlo.La reggia del Principe.

Dopo aver percorso il lungo mare Princess Grace,le 300 SL, aggirata la rotonda,  entrano nel circuito di Formula uno, l'ambiente naturale per una super GT degli anni '50.

Dapprima il tunnel, che percorriamo uno dietro l'altro,lungo quel suo curvone a destra che sembra non finire mai.

Poi giu' verso la doppia esse delle piscine, dove ci sono gia’ i guard rail tripli, e le tribune, pronti per il Gran Premio .

Quindi arriviamo allla Rascasse.Per poi scatenare i cavalli sul rettilineo della partenza.Dove sono gia' segnati in vernice bianca appena spruzzata le posizioni della griglia.

E' un gioco a rincorrersi, proprio come fanno i gabbiani, in accelerate che mettono a dura prova quei sei cilindri in linea che hanno tutti piu' o meno mezzo secolo.I freni, spesso ancora a tamburo, e il telaio ad assetto rigido.

Ma è un gioco che si ferma ai  50 km/h.

Perche'  anche se siamo su un circuito di F1, ci troviamo sulle strade del Principato, dove i limiti di velocita'si possono infrangere solo per un week-end all'anno.Quello del Gran Premio, al quale pero' mancano ancora tre settimane!

E allora, sotto gli occhi attenti degli agenti della Police du Monaco,e gli sguardi della gente che si assiepa in un attimo ad ogni nostro passaggio, ci rimettiamo in fila indiana e svoltiamo a sinistra per percorrere gli ultimi cinquecento metri in citta', tra salite e discese, e poi imbocchiamo la strada che porta alla Rocca.

Una  volta arrivati davanti al palazzo del Principe, parcheggiamo le auto sul piazzale del cannone, di fronte al Castello.

E qui, sotto una leggera pioggerellina, una breve sosta ad ammirare le cromature lucidissime, le vernici perfette, la pelle dei sedili con quei caratteristici forellini,o quelli in tessuto con gli inconfondibili disegni a scacchi.

Poi dallarocca, di nuovo giu’, planando con le nostre Gullwing , verso il mare, per risalire verso Roquebrune prima, EzeVillage dopo, e infine ritornare ancora verso Beaulieu.

Del resto per questi gabbiani è del tutto naturale salire e scendere, coccolati dal vento che scivola fluido sulle linee sinuose dei parafanghi, che accarezza le curvature delle portiere, per poi adagiarsi sulla coda tonda e rastremata che ne' sfrutta cosi' la spintain avanti…

Ad ospitarci per il pranzo e’ il ristorante del Casino' di Beaulieu, che ci prepara le delizie di nouvelle cusine.

A meta' pomeriggio, dopo una giornata entusiasmante tra le curve della moienne cornice ,si ritorna al Beach per riposarsi, prima della cena a bordo piscina.

Sabato mattina, un nuovo percorso con le 300 SL che questa volta se la devono vedere con solite e discese ben piu' impegnative rispetto al giorno precedente.Quelle verso il Col du Turini.

Dove i piu’ temerari alla guida di queste machine quasi volanti, si azzardano a pennellare i tornanti, incuranti, o almeno cosi’ sembra da quanto guidano forte, del rischio di lasciare la vernice dei profili a sbalzo dei parafanghi sulle roccie del colle.

Pranzo al ristorante tipico dell’ "Auberge de la Madone" a pochi chilometri da Nizza.

Poi,tutti in autostrada, a percorrere l' interminabile salitone a tre corsie che porta al  casello di Montecarlo. Perche’ questa sera siamo tutti invitati alla cena di Gala, naturalmente, nel Salon Bellevue del  Cafe'de Paris.

 

Al calare della sera, illuminate da mille luci nella piazza del casino', risplendono le magnifiche carrozzerie argentate,rosse, gialle, nere e blu delle regine della stella a tre punte.

Ammiratissime dai turisti i quali, questa volta, hanno un buon motivo per scattare foto.

Perche' non capita quasimai, infatti,  di poter ritrarre, tutti insieme, fermi uno accanto all'altro,tanti meravigliosi gabbiani.